Sul Tetto
Sandogàtt era un Gatto Bucaniere
che navigava a bordo di un veliero:
il più rude dei gatti tra le schiere erranti all’ombra del vessillo nero.
Sulla rotta di Oxford le orribili imprese e i fastidi
gli meritarono il nome di “Terrore del Tamigi”.
L’aspetto e le maniere non erano studiati per piacere;
il pelo era malconcio e scarruffato, cascante ai ginocchi;
senza un orecchio per un motivo che è meglio tacere,
scrutava un mondo ostile con ferocissimi occhi.
Commenti


“Growltiger’s last stand”! L’ultima resistenza di Sandogàtt di T S Eliot ! WoW che onore salire su questo veliero.
Esattamente. E’ bellissimo quando si incontrano sui tetti altri gatti con le vibrisse ben tese che sanno riconoscere le belle cose sotto la luna, vero?
Ti fermi qui con noi?
Ah io sono vagabonda, più che fermarmi mi piace tornare a far visita! Con molto piacere!
PS- E come manifesto mi pare fantastico!
I combattenti amano combattere. Piace anche a te?
Aaallora… io apparterrei piuttosto alla specie felina dei ‘gattiginosi’… mi conservo di giorno per uscire la notte a vedere la luna…
Preferisco sempre il quieto vivere, sono una pacifica gatta d’appartamento, anche se cambio appartamento spesso…
Non comincio mai un combattimento per prima, son troppo pigra, e se accade che sia coinvolta è per legittima difesa, perché qualcuno mi ci tira per la coda a gran forza: cosa che detesto.
Va da sé, che chi mi tira per la coda in un combattimento poi se ne pente amaramente… perché, anche se controvoglia, io son temibile combattente sai?
Allora ti rapirò. Risaliremo tutto il Tamigi sulla mia barcaccia pirata, combatteremo e guarderemo la luna.